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115° Silenzio in Giunta per le scorrettezze di ONORATO.

Da quando la Giunta si è insediata, pare abbia dimenticato il guaio del trasporto marittimo, finito in mano ad Onorato, il più alto rappresentante della borghesia di stato, invitato ad acquisire ad un asta pubblica (con un solo partecipante) la Tirrenia e annesso un contributo di 72 milioni di euro l’anno per mantenere le rotte.Vincenzo-Onorato-Moby
– Oramai è palese il monopolio creato, specie a danno dei trasportatori e dei sardi, ma a distanza di cinque anni e dopo aver ricevuto 360 milioni di euro complessivi, non è più sopportabile che Onorato pratichi politiche commerciali così scorrete, stracciando convenzioni firmate ed eliminando sconti pattuiti a danno di chi aveva avuto l’ardire di utilizzare il vettore concorrente Grimaldi.
– Dobbiamo ricordare alla Giunta, il cui silenzio è diventato assordante, che chi riceve soldi pubblici per mantenere un servizio, non può assolutamente praticare politiche simili, INTOLLERABILI anche per un qualsiasi armatore privato.
Considerando che in Giunta ci sono forze che si ritengono di stampo “indipendentista” che ambiscono a far diventare la Sardegna uno Stato, chiediamo loro di intervenire.

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Pubblicato da su 26 gennaio 2016 in Uncategorized

 

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66 Argomentazioni a favore della flotta sarda, la Saremar.

Dopo l’asta per la privatizzazione della Tirrenia, la CIN (compagnia Italiana di navigazione), ha, di fatto, costituito un cartello, aumentando le tariffe, sino al 150%, e dilatando inevitabilmente la crisi già in atto.

Con il passare dei mesi, era chiaro, come gli eventi stessero prendendo una brutta piega; a maggio si è percepito il primo segnale di pericolo, purtroppo i dati di giugno, hanno cancellato qualsiasi dubbio.

L’autorità portuale di Olbia (con Golfo Aranci e Porto Torres), ha comunicato i dati definitivi per i primi sei mesi:

355.000 passeggeri in meno, di cui 150.000 per Olbia nel solo mese di giugno.

I numeri parlano da soli – un vero disastro.

Il fatto che le merci non abbiano subito ancora variazioni, dimostra solo come, saranno loro le prossime vittime, per l’evidente calo di turisti sull’isola.

I dati sul turismo parlano di un calo del 30% per gli alberghi di lusso; mentre per gli alberghi-normali, residenze, campeggi e case al mare, addirittura il – 50%.

E siamo solo ai primi di luglio, cosa potrà succedere adesso?

Nessuno ha il coraggio di pensarci, in quanto la stagione pare compromessa; la maggior parte dei turisti ha deciso di prenotare altrove.

Siamo di fronte alla peggiore recessione economica che l’isola abbia mai visto; non possiamo imputare alla crisi globale quanto deciso da pochi speculatori, hanno dei cognomi precisi: Aponte, Grimaldi e Onorato.

Con la privatizzazione della Tirrenia, si è messo a segno il più grande cartello monopolistico del Mediterraneo.

Il piano della CIN era chiaro: l’acquisizione della Tirrenia, a prezzo di favore, permetteva di utilizzare i traghetti Tirrenia per il periodo invernale, grazie ai fondi stanziati, 72 milioni di euro-anno per otto anni consecutivi; mettere in disarmo le proprie navi eccedenti, per poi riarmarle nella stagione estiva, quando il mercato è in grado di assorbire l’utilizzo dei grandi traghetti.

Forse la Sardegna avrebbe digerito in maniera diversa l’estromissione dal controllo della Tirrenia; peccato che l’avidità degli imprenditori della CIN abbia fatto scelte diverse.

Oggi, e con le spalle al muro, tutta l’economia sarda è in subbuglio; il danno economico è incalcolabile; e purtroppo non è il solo, infatti, occorreranno diversi anni prima che la situazione possa stabilizzarsi e si sia in grado di richiamare i turisti fatti scappare dall’isola.

La Regione sarda ha naturalmente impugnato gli atti della privatizzazione; lo statuto, all’articolo 2, prevedeva che: – In caso di dismissione della Tirrenia, le navi sarebbero passate, di fatto, alla Regione.

Conosciamo i tempi della giustizia in Italia; infatti, l’utilizzo della Saremar per il noleggio delle due navi per la stagione estiva, è una soluzione temporanea.

Il turismo sta pagando a caro prezzo questa scelleratezza; anche gli autotrasportatori stanno subendo, a proprie spese, l’aumento incondizionato delle tariffe sul nolo marittimo.

Oggi devono pagare circa 520 euro per la traversata, rispetto ai 260 dello scorso anno; non potranno da soli e per troppo tempo ingoiare questo aumento.

Non si deve pensare che il disagio del trasporto sia slegato dal resto dell’apparato produttivo, in quanto si sta sfruttando incautamente tale situazione.

Il motivo principale sta nella correità dell’improprio arricchimento per essersi avvantaggiati dalla situazione di disagio dei trasportatori.

Se questi dovessero continuare a lavorare sottocosto, inevitabilmente qualcuno sarà costretto a chiudere; purtroppo, con le regole attuali, esempio la legge “forcella”, è facile supporre che i tribunali richiederanno la differenza, a chi sino a ieri ha speculato.

Dal 15 di settembre le due navi della Saremar termineranno il noleggio, si deve prendere velocemente una decisione, prima che il cartello ponga fine alle speranze sarde.

La reazione della CIN, dopo l’avvio della Saremar su Civitavecchia e Vado Ligure, e le minacce lanciate verso il comparto dei trasportatori, dimostra sia la loro malafede e che una “flotta sarda” sia la reale soluzione al trasporto marittimo isolano.

Le due navi noleggiate: la Scintu e la Dimonios, di categoria Ro-Pax, nate vicino a Venezia, presso il Cantiere navale Visentini (il più grande cantiere privato italiano), sono state studiate per le autostrade del mare; con una capacità di carico di 2290 metri lineari, 850 passeggeri e bassi consumi, sono traghetti perfetti per la Sardegna, specie nel periodo invernale.

Le grandi navi passeggeri delle varie MOBY, GNV e SNAV, vanno bene solo nel periodo estivo e con un riempimento dell’80%, altrimenti sono in perdita; ecco perché le NOSTRE Scintu e Dimonios rimangono più competitive.

Vediamo adesso come è possibile trovare la soluzione al problema sardo:

L’impegno congiunto delle principali aziende produttrici e turistiche isolane, con i trasportatori locali, darebbe il via alla prima vera compagnia sarda, non solo di nome, ma di sostanza, con l’aiuto della Regione.

Come per i “buoni-vacanza” nel turismo, lo stesso può accadere per le merci; la Regione può vendere al prezzo di costo il nolo marittimo alle aziende produttrici che ne faranno richiesta anticipatamente; così sarà possibile scontare il costo del trasporto cedendo il buono al trasportatore che consegnerà la merce fuori dall’isola.

Questa azione non verrà considerata aiuto di stato, perché scontabile anche con armatori diversi; sarà l’imprenditore sardo a decidere dove utilizzare il buono.

L’idea del buono è valida sia per le merci che per il turismo; l’acquisto in anticipo di posti letto-passeggeri, permetterebbe di programmare meglio la stagione e usufruire di condizioni economiche migliori.

Non si chiede alle aziende produttive sarde di diventare armatori, ma di sedersi a un tavolo insieme alla Regione e al mondo del trasporto, di valutare il volume merci-passeggeri necessari per continuare l’esperienza Saremar.

Contribuire in tale iniziativa, oltre all’enorme valore sociale, potrebbe diventare il punto di svolta nella politica economica sarda; non più approssimativa e conflittuale, ma compatta, costruttiva e protagonista del proprio futuro.

Lasciar passare questa occasione, significa doverla riaffrontare a breve con un diverso interlocutore; perciò, dopo la chiusura di alcune aziende di trasporti, sarà lecito aspettarsi un aumento medio di 300 euro per singolo viaggio, e tutto a discapito della competitività.

Senza mai dimenticare che, l’incauto arricchimento, provocherebbero strascichi legali molto pesanti.

E’ preferibile trattare oggi con chi già si conosce; l’interlocutore di domani sarà sicuramente più forte e intransigente.

Siamo nella condizione che: sia le aziende produttrici, i trasportatori e il mondo turistico, potrebbero insieme risolvere i loro problemi, grazie alla flotta sarda.

La crescita sociale di un popolo la si scopre nei momenti critici, con la partecipazione e la programmazione allo sviluppo economico della nostra Sardegna.

 
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Pubblicato da su 9 luglio 2011 in tutte le notizie

 

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