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Patologia UE: gelosia ossessiva e vendicativa?

L’osservazione di soggetti o di istituzioni non si deve fermare alle apparenze, ma aspettare che queste mostrino la loro vera faccia, specie nel momento in cui vengono messe sotto pressione o messe in discussione.

Lo studio di tali reazioni è determinante per valutare la credibilità dei soggetti presi in esame, la loro capacità di reagire alle difficoltà e soprattutto la loro vera indole.

Così venne il giorno in cui venne data la possibilità a dei cittadini di esprimersi, su una loro eventuale permanenza nella UE, provocata dalla repentina decisione del premier David Cameron di indire un Referendum sull’argomento, definito dai media come BREXIT

.Brexit 2

Se fino al giorno prima le istituzioni europee erano riuscite a dribblare le difficoltà e il malcontento, con il LEAVE inglese (uscita) per la prima volta la UE dovette subire un pubblico giudizio e di conseguenza l’abbandono di uno degli Stati protagonisti di questa Unione, che pur non avendo mai adottato l’Euro, avevano chiaramente espresso l’opinione di uscire dall’Unione Europea.

Se in tutta Europa la decisione del Regno Unito venne accolta come un fulmine a ciel sereno, nelle stanze del potere di Bruxelles venne ricevuta come una vera catastrofe.

Per la prima volta le istituzioni europee dovettero subire il giudizio negativo di un popolo e la perdita di un partner privilegiato, mettendo così a nudo, tutti i limiti di un progetto nato con le buone intenzioni, ma poi costruito male e finito peggio.

Il cortocircuito provocato dal LEAVE inglese, ci ha permesso di valutare con attenzione la vera identità di chi è a capo delle istituzioni europee, e la democrazia della stessa UE.

Cosa potrebbe far supporre la reazione scomposta di Junker – “non sarà una separazione consensuale” – se non una minaccia di ritorsioni?

In psicologia potrebbe essere definita una patologia da abbandono, quando un partner viene abbandonato e non accetta tale abbandono, reagendo di conseguenza con gesti inappropriati e a volte poco edificanti.

Una cosa è certa, le istituzioni europee non sono per niente democratiche, tanto meno tolleranti, vista la loro reazione scomposta, nonostante fosse stato controfirmato il Trattato di Lisbona, una sorta di contratto prematrimoniale, in cui le parti stabilivano in anticipo eventuali rinunce o fuoriuscite.

La volontà di far uscire quanto prima il Regno Unito dalla UE e la minaccia di non dare alcun favore commerciale agli inglesi, altro non è che un gesto di estrema gelosia e di terrorismo nei confronti di chi ha deciso democraticamente di uscire dalla traballante Comunità europea.

La gelosia è un disturbo ossessivo compulsivo che obbliga a pensare che ci sia un tradimento del compagno, e a mettere in atto strategie per poter operare un controllo, che diventa ossessivo e incessante.

Dietro la gelosia c’è una forma di insicurezza, che amplifica il senso di possesso e di ritorsione, tipico in soggetti deboli e poco inclini al dialogo, più vicini ad una dittatura che ad una moderna Democrazia.

Strano a dirsi, ma non tutti sono dispiaciuti della decisione del Regno Unito, che invece è riuscito a rinfocolare gli animi degli acerrimi nemici di questa Comunità europea, che invece di migliorare l’economia e la vita dei suoi cittadini, è riuscita a danneggiare le classi meno abbienti e a creare più diseguaglianze di quante erano in precedenza.

Posso affermare che i maggiori sostenitori del progetto europeo, sono stati gli elementi di spicco della sinistra europea, che si erano convinta di poter avere dei vantaggi nel creare una nuova istituzione, extra nazionale, capace di soffocare qualsiasi dissenso interno, depotenziando le istituzioni nazionali, a vantaggi di burocrati europei, che di li a poco avrebbero mostrato tutta la loro capacità distruttiva, inserendo normative che favorivano i grandi a danno dei piccoli.

La teologia europea ha sostituito la democrazia, riuscendo a creare un enorme distanza tra se e la cittadinanza, vista come una massa da sfruttare, che permette alle istituzioni di giocare ad alto livello con le risorse drenate in Europa.

Probabilmente la profonda invidia di burocrati autoreferenziali, nei confronti dei piccoli e medi imprenditori, ha permesso di fagocitare il sistema a danno di quello specifico settore.

La UE ha generato la prima Rivoluzione Industriale alla rovescia, in cui la tecnologia e la movimentazione delle merci, è riuscita a generare disoccupazione e povertà, più di quanto avrebbe potuto fare chiunque altro.

Se nel passato la sinistra italiana ed europea era vicina ai lavoratori e alle classi più povere, il suo repentino avvicinamento alla grande finanza e al mondo bancario, ha un sapore alquanto strano e incomprensibile.

L’opera di terrorismo mediatico messa in campo in tutta Europa dai sostenitori della UE, sta spaventando le persone meno capaci di interpretare la politica e soprattutto l’economia, ma sta aprendo gli occhi ai tanti dubbiosi e ai realisti, che non si sono fatti suggestionare dagli effetti speciali dei fachiri europei.

La faziosità delle forze della sinistra europea sta rasentando il ridicolo, se non ci fosse da piangere per i disastri perpetrati da tali signori, che ci vogliono far passare come “miracoloso” il roaming internazionale, l’Erasmus per far [pascolare] i figli all’estero (ma non preparare), la possibilità di circolare in Europa con il documento d’identità anziché con il passaporto, e il fatto che possano circolare le merci liberamente.

Purtroppo la maggior parte di quanto decantato lo stiamo pagando a carissimo prezzo, perché per quanto è vero che la libera circolazione di persone è stata un bene, nessuno aveva detta di lasciare le porte esterne aperte per far entrare tutti.

Non dobbiamo dimenticare che le istituzioni europee sono entrate in crisi per l’immobilismo nei confronti del numero enorme di migranti in arrivo, che hanno messo in crisi una comunità a soqquadro, per la crisi sopraggiunta con l’apertura dei mercati asiatici in Europa.

Aver provocato la delocalizzazione di tantissime imprese, a causa di un fisco sempre più opprimente, non ha fatto altro che far perdere il posto di lavoro ad intere generazioni, specie nei paesi mediterranei.

Alla luce di quanto scoperto, sarà nostro dovere informare chi non è riuscito a cogliere certi aspetti e di sensibilizzare la classe politica a non assecondare tale progetto europeo ma a metterlo in discussione.

Innanzitutto i soggetti pericolosi vanno messi in condizione di non arrecare ulteriori danni, poi andrebbero azzerate le istituzioni europee, ma considerando la storia e i soggetti in questione, sarà più facile cacciarli con la forza che con una loro presa di coscienza.

In fondo solo gli inglesi sono capaci di dimettersi.

Quando mai si dimetteranno gli euro-burocrati non eletti da nessuno, poco inclini al dialogo ma prodighi di congetture e norme insensate e nocive all’economia.

Aspettiamo con ansia la presa di posizioni di chi ha a cuore il futuro delle singole nazioni, la libertà di espressione e di critica e di salvaguardia delle particlarità, anziché il caos generato su un progetto costruito sull’inganno, pensato da burocrati non eletti e incapaci di fare del bene.
Loro rappresentano la nuova forma dfi

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Pubblicato da su 25 giugno 2016 in Uncategorized

 

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100° – LA QUESTIONE ITALIANA, visto che quella sarda è senza speranza…

Sono passate sette settimane dalle elezioni politiche e in terra italiana non hanno ancora deciso il da farsi.

Mancano le idee, i progetti, e ancor più gli uomini, per prendere delle decisioni, visto che lo – smacchiatore di giaguari“ – sempre pieno di boria e superbia, ben prima delle elezioni, e nonostante i risultati inaspettati, continua a prendersela con tutti coloro che lo osteggiano, anche del proprio partito, mantiene un profilo intollerante e intransigente, pur di nascondere il personale fallimento politico.Bersani giaguaro

Bersani sta incarnando la peggior caricatura dello spietato Stalin, quando impose una difesa a oltranza delle rovine di Stalingrado, intestardendosi come il georgiano, in incontri di partito e in convegni nei quartieri poveri di Roma, pur di mantenere l’ordine interno, ma a differenza del dittatore comunista, non ha ne’ il carisma, tanto meno le armate, quando riuscì a far chiudere, in una sacca mortale, la VI Armata tedesca di Von Paulus, eguagliando il tiranno solo nella feroce e fanatica ideologia, che contraddistingue il tessuto statalista e parassitario, della sinistra italiana.

Poi abbiamo il Grillo nazionale, che, nonostante i brillanti ma inaspettati risultati elettorali, non è riuscito a portare a Roma che una squadra di dilettanti allo sbaraglio, che pur di non sparare fesserie in Parlamento, fanno melina, in attesa di ricevere le tardive direttive del comico genovese.

Stalin

Infatti, pur di nasconderne l’inadeguatezza, ha nominato dei comunicatori ufficiali esterni, che la dicono lunga sulla presunta qualità del movimento.

Così, i tanti grillini stanno prendendo coscienza che, con le sole “pernacchie e gli sberleffi“, non si può riformare e risanare un paese allo sbando.

Invece, il NANO Terribile, dato più volte per morto, è resuscitato, e oltre a far passare la sbornia ai tanti centristi, che pur di rimanere attaccati al potere, si erano supinamente associati a Monti, allo Spread e ai diktat della BCE, che impose come cura il Patto di Stabilità e il rigore di bilancio, volti solo a distruggere l’economia italiana e a controllarne la politica.

Inconseguenza, il quadro socio-economico è crollato come nel 1929, confermato da vari indici socio-economici: come il milione di licenziati e gli 80.000 emigrati all’estero nel solo 2012; i tre milioni di disoccupati e altrettanti che non lo cercano più; ai quattro milioni di poveri e ai 50.000 senza fissa dimora, che testimoniano il fallimento della politica italiana degli ultimi 20 anni; mentre si prospettano disastri ben peggiori all’orizzonte.

Se negli anni trenta ci furono tanto degli uomini quanto dei progetti per risolvere la Grande Crisi, grazie a una politica interventista, che metteva al centro la sovranità e il benessere della popolazione, dove sono oggi gli eredi dei vari Beneduce e Menichella?

Dov’è quel piano per ricostruire un’economia interna e ridare fiducia a tutti quei cittadini, disillusi e senza un futuro da dare ai propri figli?

Cosa stiamo aspettando a riconsegnare la sovranità monetaria al paese, riformare le il sistema bancario interno, visti i guasti provocati dalle liberalizzazioni finanziarie e bancarie e dagli enormi guasti perpetrati dalle norme di Basilea2, favorite dai colpevoli Amato e Prodi?

Quegli oscuri personaggi, sono stati tra gli artefici del più grave crimine di Stato, aiutati da tanti nomi illustri, asserviti alla finanza usuraia, che hanno svenduto la sovranità monetaria alla BCE.

Tra i vari responsabili dell’asservimento non possiamo dimenticare il Presidente Napolitano, che di fatto fu l’artefice dell’ingresso in politica di Monti, che con il suo governo di tecnici, è riuscito a strangolare l’economia e impoverire gli italiani, ora sotto ricatto europeo

Napolitano Monti

Se già in passato l’inadeguato Presidente aveva dato segni della sua parzialità, la nomina dei dieci saggi è il chiaro segno di chi non sa più che pesci prendere, se non lasciare la patata bollente ad altri.

Comunque, la confusione nel panorama politico italiano è tale, che l’inserire nella rosa dei papabili al Quirinale, gente come Prodi e Amato, dimostra solo che al peggio non c’è mai fine.

Incredibilmente, il panorama politico italiano è nel silenzio più totale in quanto a risposte, e vede solo il NANO che, almeno a parole, ha un piano che prevedrebbe un blocco di EQUITALIA, responsabile sia del declino economico delle piccole aziende, come dei molti suicidi che si stanno succedendo in questi ultimi quattro anni.

Inoltre, è ben augurante l’unica proposta di sburocratizzazione generale, che tanto sta nocendo alle imprese, quanto ai costi dello Stato che, come un gatto che si morde la coda, per pagare il sistema parassitario creato, tanto più deve spremere i propri contribuenti.

Se il prossimo Governo non metterà al centro del proprio programma la messa in discussione dei Trattati europei, riavviando unilateralmente un piano di ricostruzione e rinascita, tutto sarà vano e non ci resterà che un futuro da terzo mondo…equitalia usura

Purtroppo, dal punto di vista sardo il quadro è ancor più cupo, per l’evidente incapacità della classe politica regionale, servile e sottomessa come sempre.

Infatti, la Regione Sardegna continua a perdere battaglie: da quella dei trasporti, a quella sulle industrie, sino a quella sull’energia, senza dimenticarsi quella sulla Zona Franca, visto che, come sempre, non sono riusciti ancora a presentare la documentazione giusta, così come non sono mai riusciti ad incidere presso gli organi competenti.

Quindi, se l’Italia piange, la Sardegna non ha più neanche le lacrime per farlo, confusa com’è dalle troppe correnti interne, fatte di personalismi ed egoismi, che stanno lasciando i sardi in mano ai soli Balenti o prepotenti di turno, pronti a mettere una pietra tombale sulla Sardegna e i suoi figli.

A quando una presa di coscienza sarda?

 
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Pubblicato da su 14 aprile 2013 in Uncategorized

 

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90° – “SVEGLIAMOCI”! – autore: Valentina Meloni

Svegliamoci! – ( di Valentina Meloni)
Se non credi che il “politico” che andremo a votare possa fare meglio dell’opposizione che non andremo a votare…

 Se non credi che gli attuali politici, “ripuliti” e vestiti sotto altre spoglie possano essere in qualche modo adatti per il futuro dell’Italia…

Se non ti senti garantito e rappresentato da una classe politica che per un ventennio ha tradito i sacri principi della nostra Costituzione, consegnando ad istituzioni sovranazionali non elette democraticamente (come: Commissione Europea, BCE e Fondo Monetario Internazionale) i poteri e le sovranità dello Stato Italiano, tra cui anche la sovranità monetaria…

 ALLORA PUOI E DEVI CONTINUARE A LEGGERE

 La realtà che tutti percepiamo è che: qualsiasi colore politico, o qualsiasi enorme consenso politico di maggioranza che salirà al Governo, alle prossime elezioni, non potrà governare le sorti dell’Italia a causa della dicotomia tra Costituzione Italiana e Trattati Europei.

Per poter lavorare fattivamente alla ricostruzione del Paese Italia sarà indispensabile, nel futuro più immediato, ripristinare lo stato di diritto nel nostro Paese, riconsegnando nelle mani del popolo italiano le proprie sovranità sottratte illegittimamente.

Gli attuali membri del Governo e del Parlamento, prestano giuramento davanti alla Costituzione per l’espletamento delle loro funzioni pubbliche, tuttavia osservano e applicano il diritto europeo violando sistematicamente il diritto dell’economica di rango costituzionale.

Giustificano poi la sottoscrizione di trattati e convenzioni internazionali raccontandoci che le scelte politiche che hanno fatto sono state obbligate nell’interesse della gente, perché sono i mercati a dettare le regole.

Ma allora se questi politici non sono in grado di cambiare le cose, come non sono stati in grado fin d’ora, anzi hanno solo contribuito a portarci dove siamo arrivati, perché li dovremmo votare di nuovo? Perché improvvisamente dovrebbero diventare virtuosi, onesti, capaci? Perché li dovremmo continuare a mantenere?

Le scelte politiche che ci propineranno, per essere eletti, non hanno nessuna base di partenza veramente solida e sostanziale: dove per solida e sostanziale si intende scelte che partano per creare condizioni di vita veramente sostenibili e rispettose della dignità e del diritto di ogni onesto cittadino.

L’attuale classe politica non riscuote più consensi in ampie fasce della popolazione, soprattutto nel comparto fecondo dell’economia reale, tra le persone che pagano le tasse, tra le PMI (Piccole e Medie Imprese), tra le imprese Artigiane, tra i Commercianti, tra i Professionisti, che contribuiscono con la loro attività lavorativa all’80% del PIL nazionale, e ancora tra i pensionati, i disoccupati, gli esodati e tutti coloro che hanno sempre creduto onestamente in ciò che sancisce nell’art. 54 la nostra Costituzione:

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi”,

…cittadini che non sono altrettanto convinti che ciò non sia altrettanto valido per i membri del Governo e del Parlamento.

DOBBIAMO MANDARLI TUTTI A CASA

E’ arrivato il momento di REAGIRE, questo verbo è necessario dopo aver appreso con consapevolezza che davanti a noi, se non cambiamo le cose, esiste solo un precipizio.

Il nostro Presidente del consiglio Monti dice che: “Le Crisi sono necessarie perché dopo le crisi rimane un sedimento e non tutto è reversibile”.

Noi ci opponiamo a quel “non tutto è reversibile”, ci opponiamo alla nostra rovina, ci opponiamo al fallimento delle nostre imprese, delle nostre attività, ci opponiamo alla nostra morte, alla perdita di milioni di posti di lavoro, al suicidio delle persone disperate, alla fuga dispera dall’Italia, ci opponiamo agli inutili sacrifici a cui veniamo sottoposti in nome di un debito pubblico di cui non siamo responsabili, in nome dello Spread, in nome della Finanza Internazionale, in nome del salvataggio delle Banche private.

Al contrario siamo disponibili a fare un percorso, anche doloroso e carico di sacrifici, che però ci prometta risultati sostenibili in fatto di equità sociale e crescita economica, un percorso che ci consenta di uscire da questo tunnel, agendo ovviamente anche sulle discrepanze che caratterizzano certamente il nostro Paese Italia, anche se noi sappiamo bene che non tutti gli italiani sono fannulloni ed evasori, la maggior parte sono lavoratori virtuosi, come noi, che hanno sempre osservato la legge e pagato le tasse, se non fosse così lo sviluppo economico dell’Italia dal dopoguerra in poi non sarebbe stato possibile.

E allora l’appello è rivolto a queste persone:

Fate sentire finalmente la vostra voce, mettetevi in discussione, uscite dall’oblio che caratterizza la nostra era, dobbiamo reagire tutti – insieme nel nome di ciò in cui abbiamo sempre creduto e cui abbiamo sempre sopportato i sacrifici.

Adesso abbiamo ancora qualcosa da difendere, tra un po’ non avremmo niente per cui combattere perché ci sarà stato sottratto tutto.

Sarà sempre più difficile reagire a questo sistema non sostenibile perché le nostre energie saranno assorbite per contrastare i colpi inferti dal sistema stesso, che non dimentichiamoci si ritorce sempre ed esclusivamente su di noi, il popolo italiano.

Sappiamo che se rimaniamo inermi a guardare corrisponderà ad una scena dove un condannato a morte che, pur riconosciutagli una possibilità di salvezza, non percorre questa ipotesi perché troppo avvilito per reagire

Se condividi queste mie parole reagisci anche tu per condividere un programma di reazione e di ricostruzione sostenibile del nostro futuro, vieni a Cagliari il mercoledì 7 Novembre in via Roma, alle 10,00 davanti al Palazzo Regionale.

Valentina Meloni

 
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Pubblicato da su 5 novembre 2012 in Uncategorized

 

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74 Riprendiamoci il nostro territorio.

La situazione economica è entrata in una spirale senza uscita; ci rendiamo conto di aver seguito un modello di sviluppo sbagliato.

Il capitalismo ha fallito: la soluzione proposta con il consumismo, si è rilevata devastante per la nostra società.

I grandi partiti nazionali, sia di destra che di sinistra, insieme ai sindacati, a cui abbiamo lasciato gestire il nostro futuro, sono i responsabili di questo disastro.

In Sardegna ci hanno imposto il modello della grande industria, rilevatosi fallimentare ma utilizzato come stumento del consenso.

Oggi siamo rimasti soli, la Sardegna sta affondando, mentre la nostra classe politica è già in fuga sulle scialuppe di salvataggio.

Cosa non si era fatto pur di ricevere un sussidio, la cassa integrazione o un lavoro precario da queste persone?

Invece, cosa ha fatto la politica a riguardo: equitalia, il prezzo del latte, il trasporto marittimo delle merci e la folle burocrazia?

NULLA!  E allora? 

Se abbiamo messo degli inetti al comando, EBBENE, questi vanno cacciati.

E’ nostro dovere prendere coscienza e voltare pagina; solo all’interno della nostra comunità sarda, potremmo trovare quel porto sicuro dove rifugiarci e costruire il nostro futuro.

L’Italia ci ha tradito e derubato dei nostri sogni; è ora che il popolo sardo si riprenda la propria sovranità, anche dalla nostra seconda matrigna, l’Europa, che ci nega uno sviluppo alternativo.

Non si sente altro che parlare di spreed, di paramentri da rispettare, di quote di produzione, di congruità dei bilanci, di tasse e di sacrifici.

Dove è finito lo sviluppo, il senso di umanità ed equità?

Il problema di fondo è che la Sardegna non è in grado di sostenere i costi eccessivi per stare in Europa; inoltre, le continue vessazzioni fiscali, ridurranno in povertà un numero eccezionale di cittadini.

Le normative e i mercati di riferimento attuali, ci precluderanno qualsiasi sviluppo futuro, ci hanno imposto regole vessatorie e ingiuste, liberiamoci da questi folli. Agiamo subito, uniti per lottare e dare un futuro ai nostri figli.

Quando un popolo prende coscienza, nessuno lo potrà fermare.

Riprendiamoci la nostra Sardegna.

Roberto Seri

 
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Pubblicato da su 4 febbraio 2012 in tutte le notizie

 

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46° Riforme finanziarie.

Negli ultimi due anni, l’economia a livello mondiale è passata sotto un “tiro incrociato” di tale portata come non se ne vedevano dal 1929.

Tutti: stati, economisti, produttori e consumatori, si sono resi conto come fosse necessario prendere dei provvedimenti di carattere normativo, tali da regolamentare e garantire il mondo finanziario impazzito.

Naturalmente, pur sotto scacco, molti attori dell’economia, mal digerivano i ventilati provvedimenti, adducendo motivazioni liberiste.

Preciso che tutte le scelte fatte negli ultimi quindici anni, sono figlie di una variazione normativa dei primi anni novanta, dove venivano tolti o allentanti i controlli, si privatizzava e si liberalizzava il mercato finanziario, imbrigliato dopo la crisi del ventinove.

Le suddette liberalizzazioni sono state fortemente volute da grandi operatori finanziari (holding private), avidi di denaro e in cerca di grandi affari.

Certo, hanno fatto grandi speculazioni, purtroppo solo loro e a danno del mercato e della comunità in genere; soprattutto verso il settore produttivo che oggi si trova in posizione marginale rispetto alla centralità dell’economia.

In Europa, si sta ancora discutendo cosa e come fare, ci troviamo sempre in una posizione di retroguardia rispetto al mondo che sta andando avanti, ci ostiniamo a voler seguire regole errate, dettate da chi aveva interessi in causa.

Era chiaro che l’Italia potesse soffrire più di altri l’avvicendarsi degli eventi, ma è totalmente folle aver distrutto il nostro tessuto economico, forte e capillare sul territorio, solo per avvantaggiare pochi speculatori spostando l’asse economico altrove.

Oggi stiamo tirando le somme, è incredibile come in molti si ostinino a difendere quelle scelte nefaste, con dichiarazioni come: – non si può tornare indietro.

Altrove invece, vedi l’America, si stanno prendendo dei provvedimenti importantissimi; il Presidente Obama, sta definendo una normativa tale da imbrigliare nuovamente le follie del mondo finanziario.

In America ci si è resi conto di quali siano stati i guasti del sistema e si stanno prendendo contromisure, anche se, contro il potente mondo finanziario.

Inoltre, è allo studio la possibilità di ridimensionare le banche più importanti, oggi troppo grandi per fallire; sono scelte, se portate a termine, rivoluzioneranno completamente il mercato della finanza, facendo tornare al loro posto chi ha osato troppo a danno della comunità.

La regolamentazione è frutto della consapevolezza di avere in passato commesso degli errori, è veramente nobile ammettere gli stessi e prendere immediate contromisure.

Sono scelte dettate dal buon senso, nel rispetto dei consumatori.

E’ la dimostrazione come solo un uomo potente, sapiente e cosciente, sia in grado di fare scelte di tale portata.

In Europa invece si continuano le difese del sistema, nessuno vuole mollare l’osso, mentre continuiamo a vacillare e ad allontanarci dalla vera economia.

Sono curioso di sapere quando apriranno gli occhi e decideranno di prendere seriamente la questione in mano.

Ritengo che molti potenti, pur di non ammettere i propri errori, continuino a mettere a rischio il sistema, senza capire le eventuali conseguenze.

Perché in Europa non abbiamo un Obama?

Come è possibile che nello stato più forte al mondo, dove il liberismo è padrone, si riescano a prendere provvedimenti importantissimi e da noi niente di tutto questo?

Forse perché, siamo alla deriva, troppo frazionati e sottomessi ad una mentalità retrograda, destinata alla seconda linea.

Solo il tempo ci dirà quale sarà il nostro futuro.

 

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