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Patologia UE: gelosia ossessiva e vendicativa?

L’osservazione di soggetti o di istituzioni non si deve fermare alle apparenze, ma aspettare che queste mostrino la loro vera faccia, specie nel momento in cui vengono messe sotto pressione o messe in discussione.

Lo studio di tali reazioni è determinante per valutare la credibilità dei soggetti presi in esame, la loro capacità di reagire alle difficoltà e soprattutto la loro vera indole.

Così venne il giorno in cui venne data la possibilità a dei cittadini di esprimersi, su una loro eventuale permanenza nella UE, provocata dalla repentina decisione del premier David Cameron di indire un Referendum sull’argomento, definito dai media come BREXIT

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Se fino al giorno prima le istituzioni europee erano riuscite a dribblare le difficoltà e il malcontento, con il LEAVE inglese (uscita) per la prima volta la UE dovette subire un pubblico giudizio e di conseguenza l’abbandono di uno degli Stati protagonisti di questa Unione, che pur non avendo mai adottato l’Euro, avevano chiaramente espresso l’opinione di uscire dall’Unione Europea.

Se in tutta Europa la decisione del Regno Unito venne accolta come un fulmine a ciel sereno, nelle stanze del potere di Bruxelles venne ricevuta come una vera catastrofe.

Per la prima volta le istituzioni europee dovettero subire il giudizio negativo di un popolo e la perdita di un partner privilegiato, mettendo così a nudo, tutti i limiti di un progetto nato con le buone intenzioni, ma poi costruito male e finito peggio.

Il cortocircuito provocato dal LEAVE inglese, ci ha permesso di valutare con attenzione la vera identità di chi è a capo delle istituzioni europee, e la democrazia della stessa UE.

Cosa potrebbe far supporre la reazione scomposta di Junker – “non sarà una separazione consensuale” – se non una minaccia di ritorsioni?

In psicologia potrebbe essere definita una patologia da abbandono, quando un partner viene abbandonato e non accetta tale abbandono, reagendo di conseguenza con gesti inappropriati e a volte poco edificanti.

Una cosa è certa, le istituzioni europee non sono per niente democratiche, tanto meno tolleranti, vista la loro reazione scomposta, nonostante fosse stato controfirmato il Trattato di Lisbona, una sorta di contratto prematrimoniale, in cui le parti stabilivano in anticipo eventuali rinunce o fuoriuscite.

La volontà di far uscire quanto prima il Regno Unito dalla UE e la minaccia di non dare alcun favore commerciale agli inglesi, altro non è che un gesto di estrema gelosia e di terrorismo nei confronti di chi ha deciso democraticamente di uscire dalla traballante Comunità europea.

La gelosia è un disturbo ossessivo compulsivo che obbliga a pensare che ci sia un tradimento del compagno, e a mettere in atto strategie per poter operare un controllo, che diventa ossessivo e incessante.

Dietro la gelosia c’è una forma di insicurezza, che amplifica il senso di possesso e di ritorsione, tipico in soggetti deboli e poco inclini al dialogo, più vicini ad una dittatura che ad una moderna Democrazia.

Strano a dirsi, ma non tutti sono dispiaciuti della decisione del Regno Unito, che invece è riuscito a rinfocolare gli animi degli acerrimi nemici di questa Comunità europea, che invece di migliorare l’economia e la vita dei suoi cittadini, è riuscita a danneggiare le classi meno abbienti e a creare più diseguaglianze di quante erano in precedenza.

Posso affermare che i maggiori sostenitori del progetto europeo, sono stati gli elementi di spicco della sinistra europea, che si erano convinta di poter avere dei vantaggi nel creare una nuova istituzione, extra nazionale, capace di soffocare qualsiasi dissenso interno, depotenziando le istituzioni nazionali, a vantaggi di burocrati europei, che di li a poco avrebbero mostrato tutta la loro capacità distruttiva, inserendo normative che favorivano i grandi a danno dei piccoli.

La teologia europea ha sostituito la democrazia, riuscendo a creare un enorme distanza tra se e la cittadinanza, vista come una massa da sfruttare, che permette alle istituzioni di giocare ad alto livello con le risorse drenate in Europa.

Probabilmente la profonda invidia di burocrati autoreferenziali, nei confronti dei piccoli e medi imprenditori, ha permesso di fagocitare il sistema a danno di quello specifico settore.

La UE ha generato la prima Rivoluzione Industriale alla rovescia, in cui la tecnologia e la movimentazione delle merci, è riuscita a generare disoccupazione e povertà, più di quanto avrebbe potuto fare chiunque altro.

Se nel passato la sinistra italiana ed europea era vicina ai lavoratori e alle classi più povere, il suo repentino avvicinamento alla grande finanza e al mondo bancario, ha un sapore alquanto strano e incomprensibile.

L’opera di terrorismo mediatico messa in campo in tutta Europa dai sostenitori della UE, sta spaventando le persone meno capaci di interpretare la politica e soprattutto l’economia, ma sta aprendo gli occhi ai tanti dubbiosi e ai realisti, che non si sono fatti suggestionare dagli effetti speciali dei fachiri europei.

La faziosità delle forze della sinistra europea sta rasentando il ridicolo, se non ci fosse da piangere per i disastri perpetrati da tali signori, che ci vogliono far passare come “miracoloso” il roaming internazionale, l’Erasmus per far [pascolare] i figli all’estero (ma non preparare), la possibilità di circolare in Europa con il documento d’identità anziché con il passaporto, e il fatto che possano circolare le merci liberamente.

Purtroppo la maggior parte di quanto decantato lo stiamo pagando a carissimo prezzo, perché per quanto è vero che la libera circolazione di persone è stata un bene, nessuno aveva detta di lasciare le porte esterne aperte per far entrare tutti.

Non dobbiamo dimenticare che le istituzioni europee sono entrate in crisi per l’immobilismo nei confronti del numero enorme di migranti in arrivo, che hanno messo in crisi una comunità a soqquadro, per la crisi sopraggiunta con l’apertura dei mercati asiatici in Europa.

Aver provocato la delocalizzazione di tantissime imprese, a causa di un fisco sempre più opprimente, non ha fatto altro che far perdere il posto di lavoro ad intere generazioni, specie nei paesi mediterranei.

Alla luce di quanto scoperto, sarà nostro dovere informare chi non è riuscito a cogliere certi aspetti e di sensibilizzare la classe politica a non assecondare tale progetto europeo ma a metterlo in discussione.

Innanzitutto i soggetti pericolosi vanno messi in condizione di non arrecare ulteriori danni, poi andrebbero azzerate le istituzioni europee, ma considerando la storia e i soggetti in questione, sarà più facile cacciarli con la forza che con una loro presa di coscienza.

In fondo solo gli inglesi sono capaci di dimettersi.

Quando mai si dimetteranno gli euro-burocrati non eletti da nessuno, poco inclini al dialogo ma prodighi di congetture e norme insensate e nocive all’economia.

Aspettiamo con ansia la presa di posizioni di chi ha a cuore il futuro delle singole nazioni, la libertà di espressione e di critica e di salvaguardia delle particlarità, anziché il caos generato su un progetto costruito sull’inganno, pensato da burocrati non eletti e incapaci di fare del bene.
Loro rappresentano la nuova forma dfi

 
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Pubblicato da su 25 giugno 2016 in Uncategorized

 

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