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47° Studiare l’autonomia di Bolzano.

27 Mag

Si sta parlano sempre più compitamente di provincie autonome a statuto speciale, anche per il panorama isolano, così ho iniziato a studiare e paragonare le realtà presenti in Italia, come Trento e Bolzano, con la Sardegna.

Se la nostra isola è stata martoriata dai continui passaggi di potere da una nazione all’altra, forse il Trentino lo è stato di più, in quanto territorio di confine.

Pensiamo solo che l’attuale territorio del Trentino Alto Adige, durante la prima guerra mondiale, faceva parte del Tirolo Austriaco.

Con la sconfitta dell’Austria il territorio di lingua prevalentemente tedesca passa all’Italia, nel 1927 per favorire l’italianizzazione del territorio, nasce la provincia di Bolzano e viene spostato più a sud il nuovo confine linguistico.

Dopo il secondo conflitto mondiale, anche per il territorio trentino, viene istituito un primo statuto speciale, non adatto al territorio, che per molti anni provoca continui moti di protesta e minacce di secessione.

Arriviamo al 1972, finalmente si trova una soluzione per entrambe le parti con la nascita delle provincie autonome a statuto speciale di Trento e Bolzano.

Se in passato il territorio ha sofferto anche a livello economico, ora sia la provincia di Trento che Bolzano godono di una situazione talmente felice che merita di essere studiata e paragonata al nostro territorio.

Bolzano: incredibile a dirlo, è la prima provincia d’Italia come estensione, con i suoi quasi 7.400 Km2, togliendo il primato a SASSARI, da quando sono state istituite le nuove provincie nell’isola.

Con una popolazione di oltre cinquecentomila abitanti è paragonabile al nord Sardegna; parlano al 70% la lingua tedesca, per quasi il 25%, l’italiano e il restante 5%, il ladino.

Solo poco più del 61% degli abitanti è nato in Alto Adige e addirittura il 12% è straniero; per far capire, come sul territorio vi siano notevoli diversità etniche.

Il territorio è totalmente montuoso e i comuni sono 116, raggruppati in 8 comprensori.

Per fare un paragone con i nostri 145 comuni del possibile territorio di Sassari, Olbia – Tempio e Nuoro.

Immaginiamo per un istante il territorio del nord Sardegna unificato nella provincia autonoma a statuto speciale di Sassari, raggiungerebbe la bellezza di 11.612 km2, diventando la seconda provincia d’Italia, dopo la nascita contemporanea dell’altra provincia autonoma di Cagliari (Cagliari, Medio Campidano, Sulcis – Iglesiente, Ogliastra e Oristano) con addirittura 12.478 km2, un vero gigante.

La prima cosa da fare, quando ci sono dei confronti è valutare i numeri principali, quali: territorio utilizzabile, popolazione, centri abitati, strade, fiumi, laghi, le coste, i porti, le risorse e le possibilità di sviluppo.

Oltre alle proprie risorse, sono da valutare i consumi attuali, riferiti alle importazioni, per ottenere informazioni utili per studiare dei programmi per un futuro possibile.

Per chi non lo sapesse, la provincia autonoma di Bolzano è molto sviluppata anche in campo agricolo, nonostante il territorio totalmente montuoso; il 10% della produzione di mele a livello europeo lo detiene la provincia medesima, pari al 2% riferita a livello mondiale.

In campo turistico addirittura, la provincia di Bolzano detiene il primo posto riferita ai pernottamenti, davanti a Rimini e Venezia.

Il grande rispetto della natura e delle tradizioni locali, ha portato la provincia ai vertici dell’economia; per quanto concerne il PIL pari a 31.000 euro pro capite, è secondo solo a Milano.

Con tali numeri, è necessario studiare approfonditamente il fenomeno, farlo proprio per quanto possibile e migliorarlo se ne siamo capaci.

Chiediamo informazioni ai quasi 1.000 Sardi che vivono nella provincia di Bolzano, forse parlando la stessa lingua, potremmo capire meglio, cosa significa provincia autonoma.

Molti vogliono prendere le distanze dal progetto solo perché pensato dalla Lega Sardinia, non sapendo che proprio nella provincia di Bolzano la Lega è assente.

Sì, perché proprio in quel territorio, il federalismo fiscale esiste da 1972, il 90% delle tasse rimane sul posto, creando benessere e mantenendo forti le tradizioni, la lingua e le scelte scolastiche, anche di tipo professionale.

La provincia autonoma di Bolzano dispone ogni anno di ben 9.000 euro per abitante, contro i soli 2.000 della Lombardia.

Il progetto è valido perché coerente e possibile con il nostro territorio, forse e per certi versi, con maggiori possibilità di sviluppo, se saputi prendere i giusti punti di forza e limitati quelli di debolezza.

Motivo di grande interesse per la nostra comunità è venirne a conoscenza e approfondire l’argomento, sicuramente si potranno comprendere tutti i vantaggi.

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