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33° La Lega in Sardegna

09 Apr

Il fenomeno Lega è atterrato anche in Sardegna, dopo l’evidente successo alle Regionali, tutti guardano con maggiore rispetto al partito nato nel Nord.

Fino a poco tempo fa se ne sono sentite di tutti i colori sulla Lega, la maggior parte di carattere negativo, il medio borghese non accettava facilmente la venuta in campo di persone interessate a risolvere i problemi del loro territorio in senso lato come: abitanti, aziende, apparto statale e rapporti con gli altri; oggi hanno ottenuto maggior rispetto, dovuto al crescente consenso.

Attualmente la sinistra si è incartata su se stessa soprattutto per la non accettazione di Berlusconi, dimenticandosi completamente degli altri problemi, sono destinati alla caduta nell’oblio.

Non è possibile che, ancora stamani, ascoltando dei confronti politici si sentano commenti come: prima di tutto deve “SPARIRE” Berlusconi, poi si deciderà come risolvere i problemi del paese.

Adesso veniamo alla Sardegna: sono certo che il vento nuovo della Lega può solo fare bene alla nostra Isola, ho sempre dubitato nei movimenti “Sardisti” in generale, primo perché sono quattro, quindi divisi e in forte contrasto tra loro, poi leggendo i loro programmi (ma quale programma?) mi sono reso conto della vacuità di prospettive, elenco sotto qualche nota.

  • E se la Lega venisse in Sardegna? La partita dovrà giocarsi in Sardo, Bossi dovrà fumare il sigaro “a fogu a intro” e dovrà saper cuocere il porcetto sotto terra. Poi, forse, si potrà parlare.

http://www.partitosardo.eu/

 

  • Il “Partidu Sardu – Partito Sardo d’Azione” afferma la soggettività della nazione sarda e il diritto del Popolo sardo alla libertà e alla felicità.
    Riconosce nella lingua sarda, in tutte le sue varianti, l’espressione della coscienza nazionale del popolo sardo e pertanto opera per la sua diffusione, valorizzazione e uso ufficiale nella scuola e nelle istituzioni.
    Tutela la pari dignità delle minoranze linguistiche presenti in Sardegna e sostiene il diritto al pieno sviluppo della loro identità.

Afferma il fondamentale diritto dei sardi residenti fuori dell’Isola di partecipare pienamente alla vita della Nazione. Sostiene le lotte democratiche delle comunità nazionali che non godono dei pieni diritti di sovranità. art. 3 “Valori Nazionali” dello statuto del Partito Sardo d’Azione

http://www.partitosardo.eu/partito-sardo-d-azione/valori/index.aspx?m=53&did=1052

 

Il primo punto non lo voglio commentare, l’altro è relativo solo all’identità e niente riguardo a un programma economico, come se l’importanza fosse per la cultura locale.

Anche in altre parti del programma si rivendica solo l’identità e non la modalità lavorativa.

Il motore di una Nazione è il lavoro prima di tutto, senza, sono solo storielle e con quelle non ci si mangia, non si può studiare, non si fanno programmi futuri; non deve essere l’obbiettivo parlare in Sardo, ma avere la possibilità di lavorare in un sistema Sardegna.

I Romani, con l’impero più potente della storia, parlavano in latino solo in alcune zone o ambiti, mentre era più importante dimostrare il potere di Roma in tutte le parti dell’impero, con il sistema romano, come: strade, acquedotti, arene, templi, palazzi e simboli.

L’America (per molti versi criticabile), deve essere motivo di studio, è riuscita, pur con differenze estreme: razziali, culturali, linguistiche e religiose, creare una nazione coesa e intenta a meglio identificarsi nel sogno Americano, dove ognuno ha la possibilità di diventare (se capace) qualsiasi cosa, anche Presidente dello Stato più forte al mondo.

In Sardegna, va rispettata l’identità, ma non deve diventare motivo di contrasto, lo spirito Sardo rimane, anche se si va in Nuova Guinea, occorre trovare altri valori che possano compattare la regione o stato, se qualcuno lo vuole chiamare così.

Gli altri partiti “Sardisti-Indipendentisti”, quali IRS, RossoMori e Fortza Paris, hanno frequenze d’onda molto simili, ma in contrasto tra loro, per tutti vale la favola della Lampada di Aladino “SARDA”:

  • “Un giorno un SARDO di nome Gavino (Aladino) trova una lampada, la apre e compare il GENIO della LAMPADA che gli dice: – Esprimi un desiderio ed io lo realizzerò, di ciò che sceglierai ne darò il doppio al tuo vicino di casa.

Il Sardo (Gavino), rimane perplesso ma dopo qualche istante si illumina e dice:

Cavami un occhio!”.

La favola che molti conoscono, concordano anche nel doppio senso, è lo specchio della realtà locale, dove in maniera crudele si evidenziano le inimicizie interne.

Un movimento di autonomia e indipendenza per trovare consenso generale necessita di persone decise a “combattere” in Sardegna per l’indipendenza e l’aggregazione del popolo litigioso.

Il vecchio commento del Re di Spagna risulta corretto ancora oggi:

  • I Sardi? Pochi, Matti e Disuniti.

 

Un esercito vincente lo è solo se interconnesso, disposto a sacrificarsi per il compagno che gli è vicino; finché non verrà risolto questo dilemma non si troveranno soluzioni unitarie locali.

Solo una figura esterna, può oggi fare il miracolo, perché gli verrebbe riconosciuta la leadership altrimenti non spendibile in campo regionale; non a caso, non riuscendo a trovare un nome per le regionali passate, Berlusconi dette indicazioni proprie.

Arriva il sistema Lega? Impariamo e miglioriamo il loro messaggio, chissà che si riesca nell’intento.

Se qualcuno si fa promotore di un sogno realizzabile, perché non perseguirlo?

La Sardegna deve crescere, senza timore e diffidenza, non chiudersi in ideologie senza futuro, perché non vengono accettate dalla maggior parte dei cittadini, ma soprattutto (ideologie) sono divise tra loro

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2 commenti

Pubblicato da su 9 aprile 2010 in Uncategorized

 

2 risposte a “33° La Lega in Sardegna

  1. Freestyle

    17 aprile 2010 at 11:42

    Gent. Roberto Seri, dal cognome credo si tratti di “Sardo acquisito” ma tuttavia benvenuto se capace di “penetrare” lo spirito sardo autentico che non è come lo raccontano le favole o i vari notabili spagnoli.Quelli erano occupanti ed avevano tutto l’interesse a dividere i Sardi per meglio controllarli ed a fare in modo che essi stessi – i Sardi – si sentissero pocos, locos y mal unidos. I Sardi (quelli veri), son pocos ma non locos e neanche mal unidos: tant’è che come motto hanno “Forza Paris”. Ma per venire alla sostanza ritengo, senza mezzi termini, che la Lega Nord, in Sardegna, sia una cosa senza senso. La Lega Nord,lo dice la parola stessa, nasce per il Nord e lì deve restare.Peraltro nasce dal malcelato desiderio del Nord di mantenere le risorse economiche (notevoli)di quel territorio in quel territorio. L’inconsistenza della politica sardista in Sardegna unita alla sua eccessiva frammentazione nasce dall’inconsistenza del potere economico della Sardegna. Agli amici del Nord io dico dateci i soldi e vediamo se da soli- in assoluta autonomia- siamo in grado, come fate voi, di farli fruttare e poi ne riparliamo. Conclusione, sì essere aiutati ma decidere in autonomia. Lega Sarda Sì. Lega Nord in Sardegna NO! Saluti e..a menzus viere.Freestyle

     
  2. LUCIANO LA MANTIA

    3 gennaio 2015 at 14:54

    Dateci i soldi che decidiamo noi, mi sembra un po da presuntuosi, metteteci alla pari e camminiamo con le nostre gambe mi sembra più’ appropriato.Se c’e’ una forza politica che condivide questo, perché’ non prenderla in considerazione?

     

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