Con la rivoluzione industriale, il potere economico, non fu più un’esclusiva dello stato; grazie ai potenti privati, si avviò quel fenomeno chiamato – liberismo – incidendo notevolmente sulle sorti delle nazioni.
L’inarrestabile ascesa liberista si concluse tragicamente nel 1929; la folle rincorsa al profitto, fece esplodere la bolla speculativa.
Il dissesto economico e sociale fu di ciclopiche dimensioni, in solo 3 anni, il numero dei disoccupati (tra il 20 e il 25%) arrivò a diversi milioni per stato.
Il disagio sociale fu tale che i governi furono costretti a correre ai ripari con provvedimenti energici.
In Italia, Germania e Unione Sovietica, i rispettivi totalitarismi accentuarono o presero il controllo, di fatto, su tutta l’economia nazionale.
Gli stessi Stati Uniti, costretti a controllare parte della propria economia, avviarono una campagna a sostegno delle classi lavorative.
Stava cambiando, oltre al modello economico, anche il rapporto di forza e di influenza nel mondo, tramutandosi ben presto in una guerra dalle micidiali conseguenze per le inermi popolazioni.
Il conflitto non diede un unico vincitore, infatti, sia America che l’Unione Sovietica, nelle rispettive sfere di influenza, fece proseguire “questo o quel” modello di sviluppo economico.
La “guerra fredda” tra i contendenti terminò con l’esaurimento delle risorse finanziarie del comunismo, evidenziato con la caduta del muro di Berlino.
Così lo statalismo si indebolì a vantaggio del capitalismo, così che il liberismo, nascosto tra le ceneri, riemerse più forte di prima.
Inizialmente il ritorno del privato venne salutato come migliorativo e salutare, per controllare settori, prima di competenza esclusivamente statale.![]()
Le liberalizzazioni avvennero in modalità caotica e mistificatrice, dove una categoria, quella dei politici, venne sostenuta per far accaparrare quanti più beni e aziende statali in svendita.
La classe politica, oramai di nomina oligarchica, accelerò i saldi degli ultimi beni statali.
La cessione della sovranità, prima nazionale, divenne poi continentale; la stessa Europa nascondeva il desiderio di potenti oligarchi, di poter decidere sulle scelte future dei cittadini, che dovevano rendere conto solo ai boiardi comunitari.
Infatti, non esiste un governo continentale, ma solo una grande banca europea che decide: “Chi, cosa, dove e quando” poter fare, e il popolo deve solo ubbidire in silenzio.
Le forze in campo sono micidiali, la nomina d’ufficio dei nuovi governi greci e italiani lo dimostra.
I popoli non hanno ancora compreso la portata degli eventi.
I danni arrecati, stanno mostrando la vulnerabilità del nuovo modello economico e sociale, così, la più grande mistificazione degli ultimi secoli possa finire.
Solo un popolo informato e cosciente è in grado di ribellarsi e sovvertire il sistema messo in atto.
Abbiamo il dovere di destare gli animi del nostro popolo, spesso addormentato e troppo fiducioso nella classe politica, oramai compromessa dalle banche centrali, vere colpevoli della nostra grave situazione economica.
Tutte le leggi emesse negli ultimi anni, erano tutte a favore di poche e potentissime multinazionali e contro la miriade di piccole aziende italiane.![]()